Nella prima mezz'ora, Squaglia ebbe una palla in bocca che poco dopo lo rese cadavere. Povero Squaglia!… Quasichè presentisse la morte aveva dato a tutti i compagni la sua carta di visita con l'indirizzo preciso della propria famiglia.
Canzio, come sempre elegantissimo, se ne stava in capo alla via, puntando i nemici col canocchiale, indifferente come se puntasse una bella donna al teatro. Canessa era a pochi passi da lui. Menotti, Bizzoni, Tanara, Erba trapassavano recando ordini, incoraggiando col loro contegno i più timidi in mezzo a quel turbine di palle di ogni qualità, che ci aveva ridotti, alla lettera, sordi. Garibaldi esposto come tutti gli altri, più di tutti gli altri alle micidialissimo scariche del nemico, era sorridente, tranquillo e faceva nascere nel cuore d'ognuno un sentimento tale di dignità e di rispetto che credo, sarebbe stato per chiunque impossibile il mancare al proprio dovere.
I nostri si mandarono a dare due cariche alla baionetta, cariche che furono ricevute accanitamente dal nemico… Quante nobili vite non furono spente!.. Il terreno era chiazzato di sangue, ad ogni passo impediva l'andare un cadavere, via via che si procedeva i morti erano ammonticchiati l'uno sull'altro.
E intanto si avvicinava la sera; e un'acqua fine fine ci filtrava nell'essa; fu allora che vidi Mis Wite Mario passeggiare intrepidamente lì proprio in prima fila con un sangue freddo da fare invidia a un vecchio soldato; chiunque ha preso parte alle tremende giornate di Digione, deve serbare eterna memoria di questa eroina, che abbiamo veduta trasvolarci davanti, come un'esempio vivente di quanto può fare una donna animata da generosi propositi; lei hanno ammirata al proprio fianco i combattenti, lei hanno salutata come affettuosa sorella i feriti; lei hanno riverito gli stessi nemici, in mezzo ai quali passava dalle nostre file, per poter recare un sollievo a chi era in angustie, per potere avere informazioni sicure su certe cose che rimanevano al buio.
Mai la morte ha mietute tante vite magnanime in pochi momenti, come quella sera a Talant. Gli Spagnoli si erano ridotti ad un piccolo nucleo ed avevano perduto i loro ufficiali, lo stesso era degl'Egiziani il cui prode tenente Zauli giaceva ferito; morto il bravo tenente Gniecco dei Genovesi, ed esanimi al suolo giacevano già Salomoni, Imbriani, Settignani, e Pastoris.
L'ecatombe stava per compiersi: a quelli in prima linea mancavano le munizioni, e l'ostinatezza dei Prussiani raddoppiava: mentre difatti essi avevano sgombrato quasi tutto l'esteso terreno che ci stava dicontro, si agglomeravano in faccia a Talant, a Talant i di cui difensori oramai potevansi calcolare a poche centinaie. Avevano i nostri avversarii occupata una cascina al disotto del paese, e si avanzavano a pelettoni serrati, e tirando su noi con una continuità straordinaria.
Vien dato al battaglione dei Cacciatori di Marsala l'ordine di avanzarsi e di caricare il nemico. Lo strenuissimo Perla col volto raggiante, con piglio da infonder coraggio ad un morto si pone alla testa. Genovesi, Egiziani, Spagnoli, quelli delle altre legioni, tutti si raggranellano dietro di lui, tutti sono ansiosi di morire da forti o di veder rinculare il nemico. Molti non hanno più cariche molti sono sfiniti dalla stanchezza, molti non resistono più in mezzo a quella desolazione e vanno incontro a una palla tanto per finirla una volta con questo mondo codardo; avanti, gridano gli ufficiali, avanti ripetono i più animosi, avanti grida nel cuore l'amore dell'umanità e della repubblica, avanti la voce del dovere e tutti, come un sol'uomo, si accingono alla titanica impresa. Cinquecento cori battevano in quell'istante all'unisono!…
Viva la Repubblica, viva Garibaldi… giù la baionetta ed a passo di corsa contro i soldati di re Guglielmo. Il fumo impedisce la vista: in quella penombra, prodotta anche dall'ora divenuta tarda, ad ogni secondo si vedono guizzare immense strisce di fuoco; si procede pestando i cadaveri e seminando a ogni poco di nuovi cadaveri il suolo; i Prussiani essi pure si avanzano, ma lentamente; il cozzarsi è divenuto inevitabile e sarà un cozzo tremendo.
Lo slancio dei nostri è impetuoso… troppo impetuoso: Perla, il veterano di tutte le campagne dell'indipendenza stramazza per terra mortalmente ferito: Cavallotti è morto; moribondo il tenente Rossi di Lodi: i soli cacciatori di Marsala hanno 17 ufficiali fuori di combattimento. I Prussiani si asserragliano in due casette; vien dato anche ai nostri l'ordine di ritirarsi; rimanendo la sola legione Ravelli a guardia di Talant…
—Vieni via—Grida il Piccini al Rossi, quando tutti si erano ritirati.