«Facciamo fede, con nostro giuramento et vincolo di onore, noi qui sottoscritti graduati nel reggimento colonnello Marin Conti, dei fanti italiani, come il capitanio Michiel Antonio Gosetti ha sempre adempiuto alle parti tutte del suo dovere, con puntualità ed abilità in tutto quello che appartiene al pubblico servizio. Come anche nella subordinazione et obbedienza con i suoi superiori e con nostra intera soddisfazione egli non è mai incorso in verun militar castigo, nè si abusò di licenze per stare lontano dal proprio reggimento, adornato essendo di onorati costumi, degno adunque delle nostre veridiche attestazioni, per cui gli rilasciamo la presente perchè possa valersene»[53].

* * *

Gli esami da capitano a sergente-maggiore erano insieme pratici e teorici. Nei primi il candidato doveva sottoporsi alle prove seguenti:

«1°) Riconoscerà il battaglione in tutte le sue parti e lo ripartirà con i bassi uffiziali—2°) Farà la disposizione degli uffiziali e li manderà in parata—3°) Farà passare ufficiali e sottufficiali in coda per il maneggio delle armi—4°) Ordinerà e comanderà il maneggio delle armi, con li necessari avvertimenti—5°) Ordinerà due raddoppi di file, uno sulla sinistra in avanti, per mezzo-battaglione, l'altro che le divisioni delle ali raddoppino quelle del centro—6°) Si ridurrà in istato di battaglia—7°) Farà fuoco con quattro plotoni, principiando dalli quattro plotoni del centro—8°) Farà fuoco con due mezze divisioni dalle ali al centro—9°) Staccherà la marcia per mezze-divisioni in fianco, e si ridurrà in divisioni con passo francese (accelerato)—10°) Formerà il quadrato in marcia—11°) Farà una scarica generale—12°) Disfarà il quadrato e ridurrà il battaglione in istato di parata»[54].

Gli esami teorici comprendevano i doveri degli ufficiali di ogni grado, cominciando da quelli dell'alfiere e terminando con quelli del sergente maggiore, tanto nel reggimento che nella brigata. Le tesi trattavano del giornaliero servizio di piazza, del modo di accampare ed acquartierare il reggimento, di marciare con il reggimento da un luogo ad un altro, di imbarcarlo e di sbarcarlo in buon ordine, della maniera di tenere disciplinati gli ufficiali, i sottufficiali e la truppa, dei sistemi di redigere piedilista, dettagli, di passar rassegne, di distribuire infine i riparti nei quartieri e di raccoglierli nelle piazze d'armi[55].

Più caratteristiche erano le prove per l'arma di cavalleria, in quanto quest'arma poteva considerarsi esotica in un esercito a base marinaresca come era quello della Serenissima, anche nei tempi dello splendore. Così, nel marzo del 1795, rendendosi vacante in Verona il posto di sergente-maggiore[56] nel reggimento dei dragoni Colonnello Giovanni Antonio Soffietti, si presentarono candidati alle prescritte prove sei degli otto capitani comandanti di compagnia, e ad essi furono proposti i seguenti quesiti, da estrarsi a sorte in numero di quattro per ogni esaminando:

«1°) Data una distanza di 100 miglia, data la premura del comandante che il nostro squadrone arrivi quanto più presto possibile ad unirsi ad un'altra cavalleria colà esistente, e data infine la qualità del cammino, si ricerca in quanti giorni, senza troppo disagio, sarà compiuta la marcia e di quali avvertenze abbia a far uso durante il viaggio—2°) Acquartierata la cavalleria in una grossa terra in prossimità del nemico, quali saranno le precauzioni contro le sorprese—3°) Con quali avvertenze si custodiscono i prigionieri di guerra mentre si conducono al luogo loro assegnato—4°) In qual modo si scorta un convoglio di vittuarie passando per i luoghi sospetti—5°) Come si marcia alla sordina—6°) Contromarce per righe—7°) Come si mettono in contribuzione i villaggi nemici, vigente sempre il timore che il nemico ci sia alle spalle—8°) Se lo squadrone arrivasse ad un fiume inguadabile, che ripieghi si farebbero—9°) Lo squadrone, in colonna di divisioni, si trova su di una strada dove i cavalli non possono che marciare di passo: esso è forzato a ritirarsi facendo fuoco. Si effettui la relativa ritirata—10°) Modo di caricare contemporaneamente il nemico sulla fronte e sulle ali: la parte più forte sulla fronte, due parti minori sulle ali—11°) Attacco di cavalleria in un bosco—12°) Come si fa a foraggiare—13°) Cammin facendo, se si trovasse uno staccamento (distaccamento) nemico trincerato che ci impedisse di marciare, quale sia il partito migliore»[57].

Esaminiamo da ultimo le prove prescritte per l'artiglieria, allo scopo di formarci un giudizio esatto sull'entità degli esperimenti e sul grado, di istruzione degli ufficiali Veneti del tempo. Nel 1782, per gli aspiranti al posto vacante di capitano-tenente nel Reggimento Artiglieria si richiedevano le prove seguenti:

«1°) Le quattro prime operazioni aritmetiche, frazioni, radici quadrate e cubiche, regola del tre diretta ed inversa—2°) Sui primi sei libri della geometria—3°) Sulla trigonometria piana—4°) Sull'uso delle tavole balistiche per i tiri orizzontali ed obliqui—5°) Sopra la proprietà della parabola relativamente ai tiri di bomba—6°) Sull'uso della tavoletta pretoriana—7°) Sopra i vari generi di calibri dell'artiglieria—8°) Come si prendono le misure di un pezzo di artiglieria per farvi un letto (affusto)—9°) Quali sono gli apprestamenti usati nell'artiglieria veneta per il servizio delle artiglierie navali, murali e campali—10°) Quale è il modo di numerare le palle, bombe, granate, unite in piramide o in altra figura—11°) Come disporre le cose spettanti all'artiglieria sopra i legni armati al caso di combattere—12°) Come si forniscono le racchette ad uso di segnali e le candele ardenti ad uso delle minute artiglierie, le spolette e le bombe ad uso dei cannoni, mortai ed obusieri—13°) Come si misura il tempo in cui una bomba percorre un dato spazio—14°) Esercizi campali ed evoluzioni del Reggimento Artiglieria, giusta le istruzioni del brigadiere conte Stràtico» [58].

Per gli aspiranti al grado di sergente-maggiore nell'arma[59] alle menzionate prove si aggiungevano esami di meccanica, di stàtica, di resistenza delle bocche da fuoco, di potenza degli esplosivi, oltre ad esperimenti sulle manopere di forza e relativi comandi, sulle opere difensive e di fortificazione.[60]