Il pazzo vecchio. No!... le mosche vanno rispettate!...

Il pazzo giovane. Tormenta il fazzoletto immediatamente!... o il pomodoro è perduto... le cicale mi hanno sempre divertito! Io voglio salvarlo, il pomodoro rosso!... bada!... bada a te, che la notte è la notte...

Il pazzo vecchio. Ah! vigliacco! te le darò io le storie dell'osteria!... (e lo afferra alla gola), Mi fai ridere... sei buffo!... ora ti faccio un massaggio.... (Lo strangola, lo lascia e il giovane cade a terra....). Accidenti! le scarpe nuove... È meglio andare nelle Pampas. (E scompare).

REMO CHITI

PAROLE SUPPOSIZIONE

La folla

Un portiere

Sulla porta di un palazzo governativo: reggia o tribunale, parlamento o borsa. Sul portone, un Portiere, vecchio, bianco, automatico. Di fronte, la folla che parla e discute; attesa, dibattito. Oggi la folla ha una volontà irremovibile; un influsso estraneo sussurra qualcosa dalle sue bocche innumerevoli: da tutto sgorga un'irritazione irrefrenabile; nel grigiore dell'aria compressa e nera le pareti di macigno del palazzo trasudano una fatica enorme; mille volontà vi si arenano, vi battono e stramazzano in basso rovinate, abbozzate.

La vita della piazza traboccante di conflitto accenna a formare d'intorno un movimento determinato; mille sguardi colpiscono il Portiere che pallido e gallonato sbarra il portone.

La folla, (da vari punti).