Signora — (È svenuta o fuggita).

BALILLA PRATELLA

NOTTURNO STATO D'ANIMO DRAMMATIZZATO

In una soffitta, di notte.La Moglie, seduta, coi gomiti sulla tavola e la testa fra le mani. In mezzo alla tavola, un moccolo acceso. Intorno, letto, sedie, mobili vecchi, ma pulitissimi.Miseria.A sinistra, un usciaccio con saliscendi. Nel fondo, un finestrone. Il Marito, silenzioso, guarda fuori nel buio, dai vetri sconnessi.

Moglie — A guardar le stelle non si riempie la pancia. (Il Marito non risponde, forse non ode). Ah! che vita disgraziata! Io non ne posso più, proprio più!

(La Moglie piange. Il Marito, come trasognato, si distacca dalla finestra, si accosta alla tavola e soffia sul moccolo, spegnendolo. Poi ritorna a guardare nell'oscurità).

Anche al buio! (Continua a piangere. Il Marito spalanca adagio il finestrone. Nessun rumore. Cielo meravigliosamente sereno e fiorito di stelle, sopra una distesa grigiastra di tetti nevicati). Buio, freddo! Tu vuoi farmi morire. Ah! me ne andrò; ti lascerò qui solo. E allora buttati anche dalla finestra, se così ti piace. (Pausa. La Moglie balza in piedi furiosa e si attacca alle vesti del marito, tirandole e scuotendole con violenza). Ma sei di ghiaccio tu? Dormi il sonno dei morti?

Marito (voltandosi lento) — Ho conosciuto dieci milioni di stelle... Le rosse, le gialle, le verdi...

Moglie (trasalendo ad un rumore misterioso) — Ah! Che cos'è?

Marito — Quanti milioni di stelle!...