Il Duca (con terrore mortale). — Ma giovine e forte. (Incalzando). Tu sai che non ho figli! Ti adotto. Ti faccio mia erede universale! Potrai sposare anche tu un Duca!

Olda (ancora tentando). — Non posso! Ebbene, Altezza, insegnatemela questa strada! Andrò al Castello, chiamerò la Duchessa, i servi, i boscaioli, tutte le braccia del Ducato!

Il Duca. — La strada? La strada? Sei bella. E poi se ti rapiscono? La Duchessa ha un amante. E poi se non ti rimandano quei due qui? E poi se tu non mi ritrovi? Non ho più fiato in corpo. Ho urlato troppo. Non mi sentireste da nessuna parte. No. No. No.

Olda. — Aspettiamo l'alba, allora.

Il Duca. — Allora, aspettiamo la morte.

PAOLO BUZZI

L'INVULNERABILE

Atrio d'un albergo. Bureau con portiere addormentato. Entrata del lift e canna d'ascensione della cabina visibile per un tratto. Due viveurs seduti su poltrone di vimini.

Iea. — Ti dico, deliziosa.

Io. — E misteriosa.