Iea. Mah! Se potessi rubarla, lei e i suoi gioielli insieme!

Io. Infatti ha dei gioielli superbi. Scommetto che se li porta anche quando dorme.

Iea. Bisognerebbe osare...

Io. Io ho osato. Sulle scale, l'altro ieri. Ieri nella sala di musica. Oggi l'ho mangiata cogli occhi, al déjeuner. Ma invano. Ora tocca a te. Vedremo se sarai più fortunato. Questione di scegliere l'attimo e il punto. Ma bravo chi ci arriva!

Iea. Peccato si sia in due! Credi, tu sei di troppo. Se fossi io solo... a quest'ora...

Io. Schutt! Eccola. (La signora elegantissima entra dalla strada e va diritta all'ascensore). Per Dio, che razza d'albergo! Il portiere dorme e il groom del lift non si lascia vedere.

Iea, balzando all'ascensore. Ciao! Ci vedremo pel thè. Vado a riposarmi. (Fa entrare la signora nella cabina dell'ascensore).

La signora. Ben gentile, grazie.

Io, seguendo con gli occhi fissi la manovra dell'altro. Perdio! Non ci avevo pensato. Quel mostro me la fa.

(Iea monta pure nell'ascensore e fa salire la cabina. Lo si vede che abbraccia fulmineamente la signora nel distacco dal suolo. La signora, d'un moto non meno fulmineo, estrae una piccola rivoltella e spara contro l'assalitore che si abbatte sul divano. Il tutto in una rapidissima e pure distinta visione).