6) La Società delle Nazioni sarà dunque una specie di Paradiso terrestre, la mèta della umanità. Dovremo fermarci in questo paradiso?
Temo che Wilson essendo stato trascinato dalla conflagrazione futurista del mondo ad una concezione di Società futura, sia in realtà mal convertito al Futurismo e rimanga un elegante professore di diritto che ha trovato non in trincea, ma nei suoi vecchi libri, la formula pacificatrice della guerra, una specie di Dio-bonne à-tout-faire per beghina in transatlantico. Naufragheranno insieme nell'Oceano... Pacifico!
Combattiamo la concezione della Società delle Nazioni non per imperialismo, ma per amore della Rivoluzione.
Non bisogna temere nè guerra nè rivoluzione. Ogni nazione superando il periodo naturale di stanchezza deve passare serenamente dalla guerra alla pace vigile e laboriosa, governandosi da sè e mettendosi in grado di difendersi e svilupparsi senza il carabinierismo assurdo della Lega delle Nazioni.
Crollati gli Imperi della Germania, dell'Austria-Ungheria, della Russia, della Turchia col loro decrepito semplicismo autocratico barbarico medioevale, clericale, poliziesco, grossolano, la paura di una nuova guerra è una indegnità. [pg!115]
La paura è pessima consigliera. Cosicchè — dopo il crollo del Kaiser e della Germania si vuole copiare la Confederazione germanica creando una grande Confederazione pacifista della vigliaccheria e del quieto vivere. Il mondo dovrebbe diventare una smisurata Germania pacifista con una Prussia di cocciuto pacifismo alla testa, una Berlino di ostinato e retrogrado, cubico quieto-vivere, un'enorme burocrazia per archivizzare le diverse paure dei popoli e naturalmente un grande Kaiser di decorativo latte-miele sopra tutto.
Concezione tedesca pletorica, professorale, antiumana, strangolatrice, reazionaria, stagnante, regressiva, arteriosclerotica, passatista.
Ridicolo collettivismo delle nazioni evirate con obbligatoria deposizione dei testicoli in comune.
Concezione aprioristica contraria ad ogni futurismo nazionale. Ogni nazione è etnicamente e geograficamente un grande individuo, il più grande individuo capace di vivere. È inoltre il massimo prolungamento dell'individuo. È inoltre la più vasta solidarietà concreta, naturale, cosciente e sincera, il massimo aggregato di forze umane legate da interessi comuni e simpatie profonde.
È il massimo numero d'uomini che possano vivere in una solidarietà assoluta di interessi e di ideali.