—È vero?

Strettamente abbracciati, gli occhi negli occhi, pareva che essi volessero trasfondere le anime in quello sguardo supremo.

—Sì, è vero: tu solo! Tu, che hai avuto paura di confessarmi l'amor tuo! Tu, che mi hai rispettata prima di amarmi! Tu, che hai esposto la tua vita per me! Tu, che sei stato geloso dei miei pensieri e dei miei ricordi! Tu, che non hai mai voluto conoscerli!…

—Ancora!… ancora!…

—Tu, Andrea, che mi hai fatto rinascere; tu, che mi hai fatto credere a tutte quelle cose di cui avevo disperato, alla bontà, alla sincerità, alla fede, all'amore…. No, io non sono mai stata amata così! Non sono stata amata niente! Non lo sai? Mio marito mi ha lasciata otto giorni dopo il nostro matrimonio! Mi ha presa per la mia fortuna, che ha rovinata a metà! Mi hanno data a lui, perchè ero di peso in casa, e perchè aveva un nome! Ed ho subito gl'insulti più atroci, le vergogne più innominabili. Allora, capisci, io non ero corazzata d'acciaio contro le seduzioni… Feci….

—Costanza!… te ne scongiuro!…

—Zitto, bambino! Lascia fare a me.—E riprese, rapidamente:—Feci… come molte altre. Credetti d'avere incontrata la felicità; credetti—hai capito?—Fu una tregua soltanto. L'amore di… colui, finì presto… se pure cominciò mai… No, no; hai ragione, non cominciò mai!… Un sentimento di falso dovere non gli fece dir nulla; e, in cambio, mi oltraggiò… capisci come? preferendomi una… delle altre. Mi sentii sferzata a sangue. Vidi tutto abietto intorno a me; in quell'abiezione volli cadere anch'io, per vendetta, per rabbia impotente…. Fu una volta sola, e fu abbastanza… Andrea, te lo giuro, per l'amor nostro!… Andrea!… Andrea, che cos'hai?…

Egli si era fatto ancora più pallido, spaventosamente, ed aveva portato una mano al petto.

—Il sangue! il sangue! il sangue di Andrea! il sangue generoso versato per questa indegna!

E accostate le mani alla fasciatura tutta madida, le portò al viso.