—Tu ti credi moderno, ma sei più antico del tuo Leopardi, che si è sbagliato di venti secoli. Con questo sistema delle antitesi e delle allegorie, ti potrebbe finir male. Se vuoi fare della filosofia, scrivi un trattato, non dipingere un quadro….

—Eh! il discorso non è poi tanto da matto!

—E se ti sta tanto a cuore l'espressione, cercala dove va cercata….

—Cioè?

—Nelle nobili fattezze del re del creato.

L'abituale freddezza d'accento di Luigi Albani si era fatta ancora più grande, e nel tono strascicante con cui aveva pronunziate quelle parole quasi ripetendo una frase mandata a memoria, v'era un'ironia così sottile ed acuta, che il Natali si voltò a guardarlo. Ora, egli si dirigeva in fondo allo stanzone, verso la mensola. Arrivato lì vicino, ricominciò:

—Le nobili fattezze del re del creato sono ancora piene d'espressione dopo distrutte. Ecco, per esempio, un quadro molto espressivo: questa mensola Luigi XV, con questo cappello 1887 sopra un teschio che può essere di tutti i tempi e di tutti i paesi.—Poi, preso il teschio e mettendosi a considerarlo attentamente.—Ed ecco un altro quadro: il problema d'Amleto, essere o non essere, cioè se è meglio…. Tu dovresti fare il mio ritratto così.

Anastasio Natali scosse le spalle e si fregò fortemente le mani, segno che stava per rimettersi al lavoro.

—A noi due, stravagante; ho un'ora perduta, e se mi prometti di star buono e di lasciare in pace il teschio, ti butto giù un pastello.

—Vorrà essere una cosa molto originale.