—Ebbene?
—Che cosa debbo dirle?
—Che vengo subito.
Il seminarista scomparve, intanto che padre Ladislao finiva di rivestirsi, con una lentezza un poco in contraddizione con la sua risposta. In verità, egli non si sentiva molto disposto alla confessione quel giorno; il suo spirito non aveva la necessaria lucidità, delle nebbie erranti lo velavano. Nondimeno, come fu pronto, rientrò in chiesa. Si era avanzato di qualche passo appena, quando scorse la donna inginocchiata accanto ad un pilastro, col velo nero come la veste gettato sulle spalle. Egli stese a un tratto un braccio tremante, quasi in cerca di un appoggio, e si scolorì rapidamente in viso.
Vistolo, ella gli s'era avvicinata, prendendogli una mano e portandola alle labbra, prima ancora che egli avesse potuto pensare di opporsi a quell'atto.
—Padre, se non la disturbo….
Era lei, la sua figura, la sua voce!… Il suo lontano sogno di giovanotto improvvisamente riapparso, con l'intensità della vita stessa, col materiale contatto di quelle labbra che gli bruciavano la mano, malgrado egli tentasse di cancellarne con l'altra l'impronta…. Come mai la tentazione delle sue notti lontane gli veniva ancora dinanzi, quand'egli giudicava di averla domata per sempre? E che cosa voleva da lui, che aveva saputo custodire nel più profondo dell'anima il proprio secreto?
—Confiteor….
Ma egli non poteva confessarla! Non poteva confessare nessuno, e lei tanto meno! Egli era un uomo, debole, cieco, turbato, malfermo come tutti gli uomini, ed in quel momento d'affanno più di tutti gli altri! Perchè metterlo dunque alla prova; e quale mostruoso sacrilegio doveva compirsi sotto quel confessionale, nella casa del Signore?…
Nessuno di quei varii sentimenti tumultuanti in lui si poteva rivelare alla donna. Accasciata in ginocchio sulla predellina, dietro la piccola finestra tutta simmetricamente forata, ella cominciava a parlare con voce rotta dall'emozione, cercando stentatamente le parole, con frequenti reticenze piene di turbamento. Ella diceva i pericoli che la insidiavano, l'abisso della colpa che le si spalancava dinanzi, che le dava le vertigini, e che l'attirava…. Unita contro la propria volontà ad un uomo che non amava, ella non era libera di soffocare la voce del cuore; poi, ella sapeva tutta la gratitudine di cui quell'uomo che le aveva dato il suo nome ed il suo affetto—il padre di sua figlia—era degno; la gratitudine, sì, qualcosa di più del dovere…. ed ella si sentiva dilaniar l'anima, e la sua pace era perduta, ed invocava una parola che la reggesse in quella lotta di tutti gl'istanti, tanto più atroce quanto più intima.