Da una manica a vento emerse la testa affumicata di un fochista, il quale domandò a un gruppo di marinai confabulanti:
— Neh, ched'è?
— Zitto voi! — ingiunse l'ufficiale. — E voialtri, ai vostri posti!
Ma l'agitazione, repressa in quel punto, si diffuse altrove.
— Che è successo?... Una torpediniera nemica?... Compie gli anni il Re.... Un incendio a terra!... Ma che: si parte!... No, è una finta manovra!... È scoppiata la rivoluzione....
Le notizie più stravaganti s'incrociavano, dette sul serio e da burla, credute ingenuamente o accolte con sorrisi d'incredulità. Le risa dei tenenti di vascello scoppiarono sonore quando uno di essi, De Ricci, avendo domandato di che si trattasse al piantone, un Tarantino famoso per la sua stupidaggine, si udì rispondere: — È partorito un principe!
Giù, frattanto, nella sala del Consiglio, accorsi alla chiamata, il commissario Barresi, e Mietti, l'ufficiale di rotta, aspettavano gli ordini del capo. In piedi, presso la scrivania, col cifrario in mano e molte carte dinanzi, Carleoni dettava telegrammi al segretario.
— Eccomi a loro, — esclamò, quando ebbe finito. — Occorre provvedersi di fondi, Barresi, e specialmente di oro. Quanto ne abbiamo in cassa?
— Poche migliaia di lire, comandante: sei o sette. Se vuol sapere con precisione....
— Prepari subito una richiesta di centomila lire d'oro, e si rechi immediatamente alla Banca d'Italia per ritirarle.... Partiamo alle cinque, — riprese, volgendosi all'ufficiale; — partiamo per le coste marocchine.... Mi porti le carte e i portolani per stabilire le rotte.