Erano un poco isolati dai compagni, all'estremità della tavola, di là dai posti vuoti degli ufficiali di servizio. Lembi di frasi, nello scroscio del mare, nell'acciottolio delle stoviglie, nel tintinnio dei metalli e dei cristalli, venivano dall'altro capo della mensa: «Una lezione a quei barbari.... Questo tempo ci farà ritardare.... Francesi ed Inglesi saranno già sul posto....»
— Pensa, Marco, — riprese il giovane, — che noi andiamo a far rispettare la nostra bella bandiera, le ragioni della civiltà, i diritti dell'umanità....
— Taratatà! — interruppe Roccaforte, con un sorriso tinto d'ironia. Per un ritorno d'amarezza, per un bisogno di contraddizione, esclamò: — Alla grazia della civiltà imposta con le cannonate!
— Ma se ci aggrediscono, dobbiamo difenderci! — protestò Luigi, fervidamente. — La guerra non è finita, nel mondo, con tutto l'amore che lo governa! La vita non è semplice, il cielo non è sempre d'un colore. Vi sono albe radiose e tramonti insanguinati. Un marinaio dovrebbe sapere che le calme si alternano con le tempeste!
— Ma allora non parlare di civiltà, per l'amor di Dio! Parla dei diritti del più forte, e saremo d'accordo.
— I più forti sono anche i più degni.... o i meno indegni, se preferisci! Pensa alla somma d'ingegno, di studio, d'amore che rappresenta questa nostra bella «Siracusa», la metallica selva delle macchine, dei motori, delle artiglierie! Questa nostra forza che pare bruta ha un'anima, è l'espressione della nostra forza intellettuale e morale.... Se è giunto il momento di adoperarla, adoperiamola, senza iattanza, ma con la coscienza di compiere un dovere.... Se agli occhi della somma Giustizia siamo in errore, il nostro errore ci sarà rimesso, perchè andiamo a pagarlo con la vita.
Ancora una volta le parole dell'inebbriato significavano un pensiero di morte.
— Speriamo, — osservò Roccaforte, — che non abbiano proprio bisogno della nostra, pelle, laggiù. Il marocchino abbonda sul mercato!...
Al bisticcio, Luigi diede in un argentino scroscio di risa. Come dall'esaltazione sentimentale era passato all'entusiasmo eroico, ora passava ad una ilarità schietta, ingenua, quasi infantile. Tutta l'anima sua si rivelava, si abbandonava, nell'incantamento.
— Ma sai che cosa penso? — riprese Roccaforte. — Che tutti questi bei discorsi dovrebbe udirli tuo padre, per rabbonirsi. Aveva una faccia, quando t'ha interrogato e punito!...