— «Volgiti in grazia, Signore, sopra questi tuoi servi, ed agli istituti tuoi, coi quali ordinasti la propagazione dell'umano genere, benignamente assisti, affinchè coloro che dall'autorità tua sono congiunti, col tuo ausilio ti servano».

Era giusto che sull'amore fecondo di quegli sposi, di quei genitori, si stendesse la benedizione divina. L'amor suo era stato invece condannato alla sterilità; tutti i suoi amori fuori legge erano stati senza frutto, spasimi vani, adulterazioni dell'ufficio di natura. I suoi occhi inariditi si fermarono sul corpo della donna genuflessa ora dinanzi all'altare, con lo sguardo sulle pagine del libro sacro. Nella positura abbattuta, dietro l'ampio giro della veste cadente, le sue forme parevano scomparse; nè la memoria gliele rappresentava ormai più. Aveva egli premuto quel corpo con le mani tremanti di desiderio, con le labbra ardenti di febbre? A quell'ora lo stesso ricordo del possesso un tempo esercitato era svanito; come non vedeva il corpo di lei, egli non sentiva più il proprio, assiderato, congelato nella rigidità del dolore.

— «Per Cristo Signor nostro. Figlio tuo, che teco vive e regna nei secoli dei secoli».

— «Così sia».

Finita la Benedizione, cominciava ora la Messa.

— «In nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Mi accosterò all'altare di Dio».

— «A Dio che è letizia della giovinezza mia».

La voce dell'organo accompagnò la recitazione del Salmo; un supplice ardore, uno slancio di tutta l'anima sulle ali della speranza; poi queruli gridi soffocati di dolore e di rimorso, la prostrazione, l'abbattimento; e poi ancora il richiamo potente della fede sicura, squilli di gloria trionfale. «Giudicami, Signore, e scerni la causa mia da quella della gente non santa.... Poichè tu sei, Dio, mia fortezza, come mai m'allontani da te?... Canterò al suono della cetra le vostre lodi, mio Dio; perchè sei triste, anima mia, e perchè mi conturbi? Confida nel Signore, poichè lo loderò ancora come mia salute e mio Dio.... Mi confesso a Dio onnipotente.... Abbia misericordia di voi l'onnipotente Iddio, e perdonàti i vostri peccati vi conduca alla vita eterna.... Dimostrane, Signore, la tua misericordia e concedine la grazia tua salutare»....

Baciato l'altare, il sacerdote recitò una preghiera sommessa; poi, con voce ispirata, disse agli sposi il passo di Tobia:

— «Il Dio d'Israello vi unisca ed egli stesso sia con voi. Fa', o Signore, che da oggi questi due più che prima ti benedicano. Beati coloro che temono il Signore e procedono per le sue vie. Sia gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo».