— No, non ancora: aspettate.... Sentite, Bertini, — soggiunse rivolta allo scultore, — mio marito ed io saremmo lieti di salutare un momento i vostri parenti....

— Saranno essi lietissimi....

Per il sentiero serpeggiante sul dorso della montagna, chiuso tra bassi muricciuoli dai quali sporgevano le siepi di vitalba, si avviarono tutti alla casa. Il cielo si era ancora più schiarito, le ultime volute dei vapori si diffondevano come chiome disciolte e ondeggianti al vento, canute nella bassa conca del lago, bionde nel sole delle altitudini.

— Vi fermate a lungo? — domandò ella a Perez, col quale procedeva ora avanti.

— Non tanto quanto vorrei. Debbo purtroppo tornare alla scuola.

— Tenete compagnia al vostro amico, — soggiunse; poi, dopo una breve pausa, con voce più bassa ma con più calore d'accento: — Ne ha bisogno.

In fondo al sentiero, tra le sbarre di un cancelletto di legno, si vide una testolina affacciarsi, poi ad un tratto sparire con un breve grido di sorpresa.

— La vostra nipotina? — domandò ella, voltandosi verso Bertini.

— E la mia, del cuore! — rispose Perez.

Ora il cancello si schiudeva, e la bimba, precedendo il babbo, la mamma ed i fratelli, si avanzava con le manine incrociate sul seno per reggere un enorme fascio di fiori e di fronde, una messe tanto copiosa che la vestiva tutta e quasi le nascondeva il visino. Giunta dinanzi alla sposa si fermò, la guardò con gli occhi color di cielo, e disse: