130 E poscia che gl'inganni tutti quanti
gli dissi di Cupido, e come foi
con lui tra' boschi per diversi canti,

di dea Minerva gli ragionai poi
e come m'invitò e fui richiesto
135 ch'andassi seco alli reami suoi,
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e che Cupido, quando vide questo,
egli e la madre sua mi fecer segno,
tal ch'io tornai al bosco sí molesto.

Rispose a questo quel signor benegno:
140 —Come l'animo tuo tanto sofferse
non seguitar Minerva all'alto regno,

da che ella t'invitò e ti proferse
il carro suo eccellente e di splendore,
e d'essere tua guida anco s'offerse?

145 Non sai che ogni senno e buon valore
vien dal suo regno e che da lei procede
ciò che per probitá s'acquista onore?

Prego, se mai a me avesti fede,
che questo regno tu vadi cercando;
150 ché poi io vi verrò, s'ella il concede.—

Che risponder dovea a tal domando
se non:—Farò, signor, ciò che m'hai imposto,
ché ogni priego tuo a me è comando?—

E, perch'egli ad andarvi era disposto,
155 questo, a cercar di quel regno felice,
mi diede piú fervor ad andar tosto,

nel tempo che 'l seguente libro dice.

LIBRO SECONDO