130 Ma quella, che guidava il passo mio,
disse:—Che hai, che stai ammirativo
e, come pria, venir non hai disio?
Non sapei tu che ombra è 'l corpo vivo,
e che trapassa e fugge come un vento,
135 e cibo a' vermi è poi, di vita privo?
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Se tu non vuoi, morendo, essere spento,
cammina sí, che quella vita cresca,
che 'l ciel non logra col suo movimento.—
Come infingardo, a cui l'andar incresca,
140 e, perché vada ratto, alcun gli grida,
ch'allor s'affretta e li passi rinfresca;
cosí fec'io al dir della mia guida,
tanto ch'io trapassai il regno afflitto
del rio pirata e crudele omicida.
145 E dietro alla mia dea andando io dritto,
pervenni in loco, ove trovai una porta;
e quel che seguirá quivi era scritto,
il qual io lessi ed anco la mia scorta.
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CAPITOLO X
Dove l'autore discorre delle pene, che l'uomo dá a se stesso per false opinioni.
«Voi, che salite al secondo reame,
intrate qui per questa porta inferna,
che sempre aperto tiene il suo serrame.