130 Poi venne un altro, che tutto contraro
era a quel primo in tutte sue fattezze,
col viso negro quanto il primo chiaro.
Questo gli pose ancor molte gravezze,
poi venne innanti a noi una donna anco
135 col riso in bocca e piena d'allegrezze.
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E, benché egli fusse lasso e stanco,
con altri pesi ancor gli carcò il dosso.
Allora disse:—Oimè! che vengo manco.—
Mentre diceva:—Oimè! che piú non posso
140 portar tante gravezze,—e' cadde in terra,
fiaccandosi la testa ed anche ogni osso.
—Io fui da Lucca e detto Forteguerra
—diss'egli a noi:—a far la grande impresa
m'indusse spem, che fa che spesso uom erra.
145 Ella mi fece far la molta spesa
e posemi l'incarco della parte,
che sempre a chi n'è capo troppo pesa.
—Nulla averebbe potuto gravarte
—diss'io a lui,—se tu alla scorta mia
150 creduto avessi in tutto ovver in parte.
Ma, s'e' ti piace, volentier vorria
che mi contassi le doglie penose,
che la speranza pone in questa via.—
Ond'egli, sospirando, mi rispose:
155 —Sappi che la fallace e vana spene
principalmente si fonda in due cose.
O ella aspetta scemarsi le pene,
ch'ella sostien, o desiando sguarda
poter avere alcuno amato bene.
160 Se l'una e l'altra d'este due si tarda,
ovver che manchi, l'animo tormenta;
ma affligge molto piú, quand'è bugiarda.