ché la fortezza, che fa l'uom felice,
è animo costante a non volere
75 ciò ch'a ragione ed a Dio contradice,

per questo apparecchiato a sostenere
ogni fatica, ogni briga e periglio
e voler contrastar con suo potere,

e per le quattro cose, a quali è figlio,
80 la patria, il padre, la vertú e Dio,
ire alla morte con allegro ciglio.

Non ha però di morte ella il disío;
ché quanto al mondo è utile sua vita,
tanto il morir gli dole e pargli rio.

85 Ma la sua carne libera e espedita
tiene alla morte, e sol quando bisogna
e in bene di color che l'han largita;

ch'è meglio assai che l'uom la vita pogna,
che Cloto fila e fa corte le tele,
90 che viver vizioso e con vergogna.

Perché non fusse a' nemici infedele
nelle promesse, il buon Regulo Marco
tornò alla morte ed al dolor crudele.

Ristette solo Orazio su nel varco
95 del ponte, insin che gli fu dietro rotto,
portando de' nemici tutto il carco,

e poi nel Tever si gittò di sotto
non per fuggir, ma che non contentasse
color ch'a ritener s'era condotto.
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100 Fortezza fe' che Curzio si gittasse
nella ruina, acciò che la sua morte
da morte la sua patria liberasse.

Omai contempla la mia bella corte.
Questa che 'n testa porta due ghirlande,
105 perché a destra ed a sinistra è forte,