130 —Sí come il senso e l'appetito stolto
la Temperanza regge e fren lor pone,
che è mesura tra lo troppo e 'l molto,
e sí come Fortezza lo sperone
porge al voler, s'è tardo o se declina
135 dalla vertú e dalle cose buone;
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cosí qui illustro con la mia dottrina
la luce d'intelletto ovver mentale,
ché l'arte e l'uso la vertú raffina.
Questo splendore e luce naturale
140 è prima legge all'uomo, ed ella è atta
poter discerner tra lo ben e 'l male.
Ed in duo modi può diventar matta,
quand'ella non al fin del corso umano,
ma nella via il suo piacere adatta:
145 cioè in diletti, ovver nell'amor vano,
in troppa cupidigia, in usar froda,
o in rapina, o nell'arte di Gano.
Io dirò 'l vero, e voglio ch'ognun l'oda:
inganno, tradimento e falso gioco,
150 pur ch'util abbia, per vertú si loda.
Prudente è chi al fine, ovver al loco,
al qual creato fu, drizza il cammino,
e non al mondo, ov'egli ha a viver poco;
e per la via fa come il pellegrino,
155 che per la via, s'è saggio, non si carca,
per ritornar ov'egli è cittadino,
e, mentre il corpo posa, col cor varca.—
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