La dea Diana a caso fatta avía
95 una gran caccia e dalla parte opposta
con piú di mille ninfe in giú venía.
p. 6
E discendeano al pian su d'una costa
inverso una fontana d'acqua pura,
qual era in mezzo della valle posta,
100 non fatta ad arte, ma sol per natura;
ed era d'acqua chiara e sí abbondante,
che un fiumicel facea 'n quella pianura.
E poi ch'al fonte funno tutte quante,
corseno a rinfrescarsi alle chiare onde,
105 ponendo in elle le mani e le piante.
Ed alcun'altre stavan su le sponde
del fiumicello; e delli fiori còlti
facean grillande alle sue trecce bionde.
Ed alcun'altre specchiavan lor volti
110 nelle chiare acque, ed altre su pel prato
givan danzando per que' lochi incolti.
Cupido, ed io con lui, stava in aguato
dentro al boschetto, e ben vedevam quelle,
ed elle noi non vedean d'alcun lato.
115 Poscia ben cento di quelle donzelle
sciolson le trecce della lor regina,
le trecce bionde mai viste sí belle.
Sí come tra' vapor, su la mattina,
ne mostra i suoi capelli il chiaro Apollo,
120 e nella sera quando al mar dechina;
cosí Diana avea capelli al collo,
cosí splendea ed era bella tanto,
che a vagheggiarla mai l'occhio è satollo.
E poi ch'ell'ebbon fatta festa alquanto,
125 tennon silenzio tutte, se non due,
che alla sua loda comincionno un canto.