25 Ed era sí scolpito e sí sovrano,
che tanto adorno nol fece ad Achille,
per preghi della madre, dio Vulcano.
p. 56
Appresso al carro stavan le sue ancille,
inclite ninfe, intorno a coro a coro,
30 ed ogni coro in sé n'ha piú di mille.
Non ebbe piú splendor, né piú lavoro
il carro, a cui Fetòn lasciò lo freno,
quando trasse i corsier dal cammin loro.
Vedendo lo splendor tanto sereno,
35 l'alpestre ninfe stavan ginocchioni
con reverenza sul basso terreno.
Quando discesa fu con canti e suoni
la dea Minerva e che fu posto fine
a tanti balli ed a tante canzoni,
40 le ninfe alpestre riverenti e chine
dissono:—O dea, qual vorrai che vegna
di noi e che al tuo regno al ciel cammine?—
Rispose ella:—Di voi ognuna è degna;
ma ora eleggo Ilbina e voglio questa,
45 che venga meco ove da me si regna.—
E, detto questo, con canti e con festa
la coronò d'alloro e poi d'uliva,
e di fin òr gli fe' vestir la vesta.
Poi per la strada, che da ciel deriva,
50 la menò seco pel cammin ad erto,
forte a salire ad uom mortal, che viva.
Io, che m'era occultato in quel deserto
tra dure spine e pungenti cespogli,
il viso alzai di lacrime coperto.
55 —Perché, o Palla, Ilbina mia mi togli?
—dissi piangendo;—e perché a questa volta
d'Ilbina, o dio Cupido, ancor m'addogli?—