[24]. Eschin. C. Timarc.
[25]. Aristof. Nubi.
[26]. Vedi Ateneo, Deipnos. XIII. 571.
[27]. Demost. C. Neera.
[28]. «O Solone, tu fosti veramente il benefattore del genere umano: perchè tu per il primo pensasti a una cosa assai vantaggiosa al popolo e alla pubblica salute. Tu considerasti la nostra città piena di giovani dal temperamento bollente e che sarebbero quindi trascorsi ad eccessi punibili. Perciò tu comperasti delle donne e le hai poste in luoghi ove provviste di quanto è a lor necessario, divengono comuni a quanti le bramano. Eccole nude; perchè non ti ingannino, ispeziona ben tutto. La porta è aperta: paga un obolo ed entra: qui non si farà la ritrosa. Qua subito, se vuoi, e nel modo che vuoi.» — Filemone ne' Delfi in Ateneo XIII, 569.
[29]. Οἱ δ' ἐπὶ τῆν τοῦ ἱεροῦ σὶτου ἐκλογὴν αἱρούμενοι — Aten. VI. 235. — Ed era scritto nella legge del re: «Il re avrà cura che si creino i magistrati: e dalle varie borgate sian scelti a norma delle leggi, i parassiti: i quali dai magazzeni di grano della rispettiva classe e tribù scelgano ciascuno un sestiere di orzo, affinchè gli Ateniesi se ne cibino secondo il patrio rito.» E altrove: «Che il sacerdote coi parassiti faccia i sacrificj d'ogni mese. Chi rifiuterà d'essere parassito sarà tradotto ai tribunali.» E altrove, sotto le offerte votive a Pallene: «I magistrati e i parassiti, cinto il capo di corona d'oro offersero questi doni.» — Aten., l. c. — Polluce VI. 7. — Meurs. Them. Att. II. 35.
Vede l'egregio critico del Diritto che la origine della parola la so anch'io al par di lui. Soltanto, egli non sa che ai tempi del mio dramma la parola significava un'altra cosa.
[30]. Plutarc. Arist. 24. 25. — Tucidid. VI. 76.
[31]. Plutarc. Arist. 25.
[32]. Tucidid. I. 99. — Plutarc. Cimone 11.