Beoto. Perchè la legge non vieta a chi versi in tristi impicci nel mondo l'andarsene... (passa un foglio al cancelliere) dilla su, cancelliere... tu (al custode della clessidra) ferma l'acqua...[41]

Cancel. (leggendo). «Chi non voglia più vivere, lo annunzi al Senato: gli esponga le cause: ottenutone il permesso, vada pure...»

3º El. Ah, quando c'è il permesso, è un altro affare... ma io non lo domando...

Beoto. Come vedete, o Ateniesi, la via d'uscita e magnanima vi era: magnanima costui poteva rendere la condotta di Mènecle: ma a lui premeva sovvertir la famiglia, e dare ai vecchi mariti detestabile suggerimento... Or io mi volgo tra voi, giudici, anche a color che son giovani; a voi, che appena in quest'anno avete avuto la tabella e prestato in Ardetto il giuramento:[42] e a voi domando, se baldanza di mogli sia lecita in Atene, quanta costui nelle donne di Cròbilo e di Fània ne pensò... Ben più modesto ufficio, saviamente, o Ateniesi, fra noi si assegna alla sposa del cittadino: poichè abbiam le cortigiane pei piaceri dello spirito e per gli affetti della vita... e abbiam le mogli per crear figli legittimi e per la custodia della casa e della roba.[43]

Eliasti. Bravo! benissimo!

Beoto (segue riscaldandosi e battendo del pugno sulla ringhiera). Questa la legge, questo il costume, questa la base della città: se v'ha chi altra ne sappia, la indichi, salga qua, gli cedo l'acqua.[44] Ma costume, e legge, e città, che diverranno se manderete assolto costui che insegna alle mogli ad alzar la voce, quando parla il marito? O terra, o sole, o dei![45] Così tu, celibe, insidii dei mariti l'autorità, e nulla avendo da far nella tua casa, metti sossopra la loro?

1º e 2º El. Ah, ma la vedremo!...

3º El. Basta, basta! non dir altro!... lo aggiusterem noi!...

Beoto (rasciugandosi il sudore e ripigliando più calmo). Ancora una parola, e ho finito. Fu tempo, o Ateniesi, che le Muse tra voi furon ministre di virtuosa e virile educazione: allora esse crebbero quegli uomini che pugnarono a Maratona.[46] E vanno famosi quelli antichi poeti, perchè insegnarono il vero, onorarono gli iddii, beneficarono gli uomini: e trovarono molte leggiadre parole per dire molte utili cose. Orfeo fondò i misteri, vietò le stragi; Museo insegnò i rimedi delle malattie; Esiodo l'agricoltura e i tempi del seminare e del raccogliere (man mano che Beoto prosegue l'enumerazione degli esempi, gli Eliasti danno in esclamazioni d'impazienza). Omero perchè acquistò gloria? perchè insegnò l'arte di schierar le truppe.[47] Tirteo? perchè insegnò la politica. Così è del poeta ammaestrare gli adulti, come il pedagogo i puttini:[48] per questo ordinammo che i poemi di Omero si cantino nelle sante Panatenee:[49] per questo alzammo alle Muse, come a benefattrici, gli altari. E voi tollerereste che questo sacrilego ricorra ad esse per renderle seminatrici di guai? Ah, se da qui tornando alle case vostre, le mogli o le sorelle vi domandassero:[50] Che cosa avete fatto quest'oggi? risponderete voi: abbiamo assolto un poeta il quale pose in iscena mogli che si immischiano di quel che non devono e che non fanno quello che devono? Ah no, per Giove e per il trofeo e per i sepolcri della Tetràpoli![51] no, per gli eroi che dormono sotto i pubblici monumenti! oggi... tornando a casa, raccontereste la vostra sentenza: domani, tornando a casa... non trovereste la minestra in tavola!... Pensateci!

(Applausi degli eliasti. Beoto si leva la corona e scende pettoruto, con aria trionfante, dalla ringhiera).