Cròb. Eh?!... (dà uno sbalzo di spavento) (Quella ci mancherebbe!... con quel po' po' di sentenze!...) (sconcertatissimo, e pure sforzandosi nasconder l'imbarazzo) Ah... già, già... Ma...
Agl. (fingendo non accorgersi del suo turbamento) Ma tu vedi che da qui bisogna uscirne, per le Dee!... bisogna uscirne!... Esiti? Ah!... lo sapevo...
Cròb. (con uno sforzo) Ma ti pare?!... Niente affatto!... (facendo la voce risoluta e cercando farsi coraggio) Cròbilo non indietreggia... e se tu lo vuoi... (vorrebbe dir qualche cosa, ma gli manca il coraggio) Ma permetti una parola...
Agl. (impaziente) Cosa?...
Cròb. ... nel tuo interesse... mi pare... non ti pare... parlargli io... fare uno scandalo...
Agl. Scandalo? (fingendo sorpresa) Scandalo il dirgli che fa male a trattare così la sua compagna, sposata innanzi agli Dei patrî ed agli Dei del focolare?... il dirgli, coll'autorità di un amico, che non son questi i giuramenti innanzi all'arconte; scandalo il dirgli che sua moglie soffre...
Cròb. (balzando sbalordito) Eh?!
Agl. ... scandalo il ricondurmelo?...
Cròb. (sbalordito più che mai) (O Febo! o spiriti! lo ama!) E... e... questo era... che volevi?
Agl. (mostrando a tutta prima sorpresa della sua sorpresa) E che altro... dunque... imaginavi?... Ah!... (quasi un pensiero le balenasse, si fa improvvisamente scura in viso, e s'appressa a Cròbilo, figgendogli gli occhi in faccia, e parlandogli con voce lenta, severissima) Che altro imaginavi che il labbro di Cròbilo, marito di Mìrtala, potesse osar di confessare all'orecchio di Aglae, la sposa di Mènecle?...