Mìrt. A me però non l'hai mai detto... ch'io ti senta dirglielo ancora una volta...

Crìs. (che si è con Fania avviata ad uscire, torna verso Cròbilo, e gli dice sottovoce, beffarda) Completalo poi quel tuo catalogo... Ermione era arrogante, ma Mìrtala è dolce. Elena era adultera... ma Mìrtala è fedele... (ridendo lo lascia) Ah, ah!...

Mèn. (vedendo Crìside allontanarsi) Crìside?

Crìs. (a Mènecle) Con te sono in collera, e non ti saluto.

Mèn. (cortesemente scherzoso) La pace quando?...

Crìs. (fissandolo) Quando in Atene non ci saran più egoisti...

Mèn. Ossia, siccome gli egoisti finiranno col mondo, quando per indicarli avran trovata una parola nuova...

Crìs. (a Fania ch'è già sull'uscio) Fania!... (dandogli il braccio, e suggerendogli) Ah, eccola, eccola! è...

Fan. (dandole un bacio e proseguendo subito) «t'amo! — la nova parola ch'io so!...» (escono abbracciati).

SCENA VIII.