(guardandola nell'andarsene)
Che originale!
LEA.
(sola) (uscito il Giardiniere corre verso il villino chiamando)
Riccardo!... (si arresta di botto) Son pazza!... Dio mio! come il cuor batte! par voglia scoppiarmi!... Egli è là, il mio Riccardo... L'ho tanto sospirata quest'ora... perchè adesso ch'è giunta, ho paura?... Sett'anni! Riccardo ed io eravamo poco più che fanciulli... e l'oblio ricopre tanto presto gli assenti, come l'erba le fosse... Se egli... (si scuote, cacciando il pensiero) Ah, mai! il dramma che ci unì non è di quelli che si dimenticano... Povera mamma mia! la tua morte meritava la mia lunga espiazione... ma tu mi hai perdonato... perchè io sono qui. (si guarda intorno, vede il proprio busto, s'avvicina, lo riconosce) Che vedo! son io! son io!... Dunque ei mi ricorda! dunque mi aspetta!... (cade in ginocchio) Grazie, o mamma!... E anch'io t'ho aspettato, mio Riccardo! Come voglio tornar bella per te!... amarti per tutto il tempo perduto!... (si avvia risolutamente verso il villino: a un tratto, ode dalla macchia a sinistra la voce del bambino: si arresta, come fulminata, in ascolto)
PEPPINO.
(di dentro, dalla macchia)
Non mi pigli...
PLACIDO.
(di dentro, dalla macchia)