(rivolto allo zio Giacomo, senza badare alle parole di Placido)
Il signore pranza con un suo amico?... (durante il battibecco che segue fra sindaco e segretario, Giacomo osserva in giro per la stanza, esamina il quadro)
PLACIDO.
(c. s.)
Con me. Con me. Il signor cavaliere mi ha fatto l'onore di invitarmi... La ci serva (appoggia di nuovo con intenzione sulla parola) pur qui, signor sindaco...
SINDACO.
(ironico, a voce alta)
Non dubiti, signor segretario!... (a denti stretti) (Te la darò io...) (esce gettando occhiataccie al segretario)