PLACIDO.
(a denti stretti)
Va bene... un momento...
SINDACO.
Ma il signor prefetto non può aspettare, e io come sindaco non lo posso permettere. Qui (accenna a un tavolino lì presso) c'è penna e calamaio. Il signore scuserà... Prima il dovere...
GIACOMO.
Ah già... il dovere. Intanto, comincierò a mangiar io. Eh? Ci avreste (al Sindaco) delle uova?...
SINDACO.
Ma subito...
PLACIDO.