[450]. Vedi su questi particolari il Giesebrecht, trad. it., p. 33, nota 2.
[451]. Secondo il poema Arnaldo imprigionato e condotto al supplizio non volle ricredersi della dottrina sua, che ei riteneva giusta e degna di sacrificarle la vita. Tanta fermezza riscosse l'ammirazione dei presenti, ed anche di Federigo, che ebbe una tarda compassione per la sua vittima. Codesti versi mi permetto di riferirli tutti, chè contengono particolari interessanti sugli ultimi momenti di Arnaldo, v. 219 e segg.:
Hic igitur regi delatus nunc Friderico,
Judice prefecto romano, vincitur illum.
Namque jubet rector causam discernere notam,
Dampnaturque suo doctor pro dogmate doctus.
Set cum supplicium sibi cerneret ipse parari
Et laqueo collum fato properante ligari,
Quesitus pravum si dogma relinquere vellet
Atque suas culpas sapientum more fateri,