Vivere dum liceat tecum pulcherrima virgo.
Ludovici Areosti ferrariensis Epithalamion, nel vol. I de' Carmina Illustrium Poetarum Italorum, pag. 342-46.
[198]. Vedi il passo in Lucrezia Borgia in Ferrara. Ferrara, 1867, pag. 20.
[199]. Vedi il passo in Lucrezia Borgia in Ferrara. Ferrara, 1867, pag. 39.
[200]. Agnolo Firenzuola, Della perfetta bellezza di una donna, vol. I.
[201]. Fu essa Lucrezia di venusto e mansueto aspetto, prudente, di gratissime maniere negli atti, e nel parlare di molta grazia e allegrezza. — Così il segretario intimo di Alfonso, Bonaventura Pistofilo, nella Vita di Alfonso I d'Este. Tutti i contemporanei le danno della venusta, gentile, graziosa, amabile.
[202]. Queste rappresentazioni cominciarono il 13 febbraio: vi furon anche delle moresche. — Cronica manoscritta dello Zambotto nella Biblioteca di Ferrara.
[203]. Le notevoli lettere d'Isabella sulle feste nuziali in Ferrara sono pubblicate nelle Notizie di Isabella Estense, di Carlo d'Arco (Archiv. Stor. Ital., App. II, 223 e seg.). La lettera della marchesana di Cotrone, del 1º febbraio, è nella Biblioteca di Mantova, e nell'Archivio poi sono parecchie altre lettere della stessa al Gonzaga a proposito delle feste.
[204]. Qual Madonna sposa danzò molte danze, al suono delli suoi Tamburini alla Romanesca e Spagnuola. — Relazione di Niccolò Cagnolo di Parma, che aveva accompagnato a Ferrara l'ambasciatore francese. Questa descrizione delle feste nuziali fu inserita dallo Zambotto nella sua Cronica; sicchè è pubblicata nel piccolo scritto già citato: Lucrezia Borgia in Ferrara, ec. (1867).
[205]. La Cassaria fu rappresentata la prima volta nel 1508, i Suppositi nel 1509. Giuseppe Campori, Notizie per la vita di Lodovico Ariosto, seconda ediz. Modena, 1871, pag. 67.