—Il duca di Saint-Cassan à fatto la dimanda di matrimonio ed è stata gradita.

—Impossibile.

—Gli è il duca stesso che me lo à detto.

—Ed a me il conte.

I commentari cessarono. Lo stupore però non cessò.

Infrattanto si preparava il cesto da nozze.

La duchessa di Saint-Cassan e la sua cugina, la vecchia contessa di
Cars, non si accordavano riposo—tanto l'impazienza del giovane
principe era grande. La domenica seguente si fecero i tre bandi a S.
Tommaso d'Aquino. Gl'inviti si spiccarono.

Due giorni più tardi, incontrandosi nei saloni dei Faubourg, la gente si diceva, di un tuono dolce ed insinuante:

—Non sapete? Il matrimonio di Lavandall è ito in malora.

—Come! rotto?