Maud rinculò spaventata.
Quel sembiante sì nobile testè, quei lineamenti sì belli, erano accartocciati da un'orrida convulsione. Le labbra spandevano una schiuma livida e sanguinolenta. Gli occhi rotavano ferocemente nelle orbite. Tutto il viso si copriva di una pallidezza lurida, piombiccia, schifosa a vedere.
Il principe era epiletico¹.
¹ Questa malattia non fa tanto orrore in Italia, dove si è visto Pio IX, l'imperator Ferdinando d'Austria e Ferdinando II di Napoli portarla sul trono. Nel resto d'Europa, la è considerata nel senso d'irresistibile repugnanza orrore e disgusto con cui è pinta in questo racconto.
Maud, spaventata, andò a rifugiarsi in un attiguo gabinetto, e pregò.
Due ore dopo, il signor di Lavandall rinvenne in sè. Si guardò attorno: era solo in mezzo alla tenebre, e… vedovo!
—Vedovo!—sclamò egli infatti, cercando dello sguardo e del desiderio la moglie.
E ricadde nel parossismo.
III.
Al castello di Lavandall.