Questa fanciulla era per tutti (la zia di Alemagna e la regina di
Würtemberg tranne) la contessa di Walenheim.
Non appena i due fratelli si scorsero, balzarono di vettura e caddero l'uno nelle braccia dell'altro.
Restarono qualche minuto così, senza dir verbo.
Infine, Alessandro richiese suo fratello di essere presentato alla principessa.
Maud, imbaccuccata in una calda e ricca pelliccia, si teneva rannicchiata in uno spigolo della carrozza. Un raggio di Luna, a traverso i cristalli degli sportelli, le aleggiava sul viso e ne accresceva la pallidezza. Aveva l'aria di una visione.
Quando il principe aprì lo sportello per presentarle suo fratello, un fiotto di luce delle fiaccole, che circondavano la vettura, la inondò. La visione sembrò arrossire. Un hourrah! eclatante corse su tutta la linea, mentre il conte Alessandro diceva di una voce commossa:
—Permettete, madama, al primo dei vostri vassalli di baciare la vostra mano.
Quella mano era ghiacciata e tremante.
Alessandro la sentì a traverso il guanto.
Maud rispose semplicemente: