Maud non aveva parlato mai di suo marito con suo cognato. Ella ignorava dunque se questi conoscesse o no il segreto della malattia di lui. Ella aveva però sospettato talvolta che il fratello e la madre dovessero tutto sapere.

—Allora, voi siete a giorno di ciò che egli fa—riprese Alessandro con calma. Non parliamone più.

—Ma voi, voi non sapete dunque nulla?—dimandò Maud con ansietà.

—Che dunque, cognatina?

Maud scoppiò di un tratto in una esplosione di lagrime, e fuggì al suo appartamento.

Alessandro restò a piè del verone, come una statua. La sua immaginazione batteva i campi a ragione di cento mila leghe al minuto.

Una mano si poggiò sul suo braccio.

Il principe—rimesso dell'accesso—si era trascinato al balcone della biblioteca per rianimarsi al soffio di una giornata di maggio. Aveva visto sua moglie e suo fratello passeggiare. Non aveva udito la loro conversazione. Ma lo scoppio di lagrime e la fuga precipitosa di sua moglie lo avevano colpito. Uscì dunque e venne a suo fratello.

Questi, sempre assorto, non lo guardò e si lasciò condur via, dietro un ciuffo di arbusti, ove erano dei sedili di marmo.

Il principe si assise, in faccia ad un raggio di sole di pieno meriggio.