—Ciò vi riguarda—rispose il dottore un po' brusco. Io vi darò dimani un viglietto di 500 franchi contro l'atto in quistione, bollato, registrato, firmato dal sindaco e dal sotto-intendente.

—Ciò è grave!—mormorò il cancelliere.

—Cosa? ciò che vi chiedo?…

—Che voi non ne dimandiate che uno, di codesti atti.

—Ah!

—Va bene. L'avrete ad ogni modo domani. Perchè il sindaco firma sempre senza leggere, quando non firma in bianco nei suoi momenti d'ozio. Ma è mestieri far visitar l'atto dal sotto-intendente, onde legalizzare la firma del sindaco, ciò che io farò pure; poi dall'intendente, onde legalizzare la firma del sotto-intendente; infine dal ministro dell'interno a Napoli per legalizzare quella dell'intendente; e se voi dovete far uso di quest'atto all'estero, perchè desso sia autentico, bisogna farla vistare altresì dal ministro degli affari stranieri e dall'ambasciatore.

—Ciò mi riguarda—disse il dottore, dandogli congedo.

A mezzodì, il dì seguente, il dottor Gennaro conte di Nubo entrava nel coupé di posta, azzavorrato della sua nipote Regina Bello, munito dell'atto di nascita di lei legalmente falsato.

IV.

La gitanella.