—Morella—osservò Sergio, dopo un momento di riflessivo silenzio—io sono felice della scelta che ò fatto e dell'ispirazione che ò avuta. Tu mi farai onore; ed io non dubito del successo. Terrai il tuo posto con bravura. Io ti rimpiangerò sempre, ma meno se sei fortunata.

—Parliamo d'affari allora, e formola le istruzioni che vieni a darmi.
Tu ài detto che io entrava nella carriera della diplomazia?

—Vi sei di già.

—Che io era al servizio di un'Altezza, da cui il sotto ambasciadore di Russia teneva il suo mandato?

—Te lo confermo.

—Che io doveva ammaliare un bel giovane?

—Egli è anzi troppo bello—ed io ò paura che tu ne diventi amorosa e che ci tradisca.

—Decisamente, tu ài una cattiva opinione di me. Rassicurati, allora: io amo di già. Non se ne amano due alla volta.

—Tu l'ami dunque davvero?

—Al punto, che io non mi lamenterei degli stivaletti rotti per andarlo a vedere.