—È da molto che conoscete il principe di Lavandall?

—L'ò visto stasera per la prima volta. Ma e' mi sembra che noi fossimo amici da dieci anni. Egli è il solo uomo che io mi abbia distinto qui.

—Davvero?

—Sì: e convenitene pur voi. Il signor di Lavandall ed il signor Kormoff sono qualcuno qui: noi siamo il genere umano—chiunque! Si sente che sono di già partiti. Essi àn lasciato qui un vuoto.

—Voi siete così invaghita dei Cosacchi, madamigella, che io sento dover rinunziare a piacervi.

—Rinunziare, signore, implica qualche cosa che significa cominciare. Ebbene, non cominciate. I Cosacchi danno forse lo knout ad una donna. Non la chiamano cantoniera!

—Ancora?

—Ma! voi non esistete ancora per me che sotto questo aspetto. Ah! ecco lì l'Inglese. Bisogna che io lo bisticci un tantino.

—In inglese?

—E poi? Vedete! gli è adesso un'ora dopo la mezzanotte. Ad un'ora e venticinque minuti, prima che io me ne vada, il mio inglese parlerà francese come Victor Hugo. Quell'uomo mi garba.