Di Nubo tamburinò carezzevolmente sulle belle guance della cameriera che gli aprì la porta del salone e le fe' segno di ritirarsi. E' penetrò in seguito nel boudoir, e baciò la sua amica.
—Ebbene, ch'avete voi dunque, bella incantatrice?—dimandò egli. Un novello accidente di maternità contrariata, eh?
—Dottore—disse Augusta con umore—io non ò il capo a scherzi quest'oggi. Abbiatevelo per detto.
—Benissimo—replicò il dottore—E' non si tratta mica dunque della fine di un imprudente oblio, di un…
—Basta, via…
—Allora, si tratterebbe egli forse di un principio di….
—Ah! voi siete incorreggibile.
—A meraviglia. Non abbiam dunque nè un principio, nè una fine.
Tastiamo altra cosa.
—Fatela finita, su! Io sono ammalata.
—Oh! Io vorrei bene veder codesto, veh! che voi disponghiate del vostro corpo per una così villana bisogna—la malattia!