Il duca di Balbek appoggiava la sua testa sul seno di Morella—rovesciata sur un monte di cuscini. A traverso a lui, giaceva una baiadera. I tre eran pallidi, in disordine, fuor di sensi: li si sarebbe detti avvelenati da un anestasiatico.

—Principe, fate tirare quell'uomo di colà—disse infine Vitaliana, indicando a Lavandall suo marito.

Il principe diede un ordine.

I due suoi valletti d'anticamera tolsero via il duca, lo avvilupparono in un mantello e lo portarono nel calesse.

Il principe e Vitaliana seguirono.

—Il duca può entrare in palazzo senza esser visto, duchessa?—domandò
Lavandall.

—No.

—Allora?… In quello stato… Dimani, i domestici… tutta Parigi…

—Comprendo. Fate depositare codesta roba in casa del signor d'Alleux, mio cugino, stradale Santa Maria, e riconducetemi all'ambasciata, principe.

Parigi, vista a quell'ora, a piedi, à un aspetto singolare.