—Sarebbe meglio valso che non foste venuta del tutto. Vi sono dei luoghi ove le donne debbono a sè stesse di non mettere il piede. Se io mi avessi saputo come la serata doveva terminare, non avrei accettato l'invito dell'ambasciadore di Turchia.

—Gli è dunque quel pagano che vi à indotto in peccato, eh? Avrei dovuto sospettarlo. Voi eravate dunque presso di lui?

—Eravamo nel suo presso di lui extra-officiale.

—Davvero, signore? Quella Morella, la quale, fra parentesi, è la ganza del conte di Alleux…

—Cosa dite voi, signora?—gridò il duca in sussulto.

—Io l'ò incontrata in casa di lui, in veste da camera, nel suo studio, ieri, andando ad informarmi se vi eravate rimesso dell'… emozioni della notte precedente.

Il duca non rispose più. I suoi occhi fiammeggiavano.

—Quella Morella—riprese Vitaliana facendo mostra di non avvedersi di nulla—è dunque la ganza di quel Turco?

—Sì—urlò il duca.

—Guardate mo' come Parigi è cattiva! Si dice, signore, che voi incontraste quella donna in un bazar, cui si addimanda un ballo in casa di madama Thibault o Thibald… io non so chi; che voi avete comprata quella donna—la quale à abbandonato per voi il conte di Linsac che la pagava male; che avete messo al Monte di Pietà le mie gioie—gioie che mi venivano in grande parte da mia madre; e che avete contratto per 200 mila franchi di debiti.