INDICE

CAP. PAG.
I.[5]
II.[7]
III.[10]
IV.[13]
V.[17]
VI.[19]
VII.[21]
VIII.[24]
IX.[26]
X.[28]
XI.[30]
XII.[34]
XIII.[38]
XIV.[40]
XV.[43]
XVI.[44]
XVII.[47]
XVIII.[49]
XIX.[55]
XX.[56]
XXI.[58]
XXII.[60]
XXIII.[62]
XXIV.[63]
XXV.[66]
XXVI.[68]
XXVII.[69]
XXVIII.[71]
XXIX.[74]
XXX.[77]
XXXI.[80]
XXXII.[83]
XXXIII.[86]
XXXIV.[90]
XXXV.[94]
XXXVI.[98]
XXXVII.[101]
XXXVIII.[105]

IL CONCILIO


[c1]

I.

Sinodo a Costantinopoli, sinodo a Pietroburgo, sinodo a Belgrado, sinodo in Irlanda, Concilio ecumenico a Roma. La Chiesa, di temperamento linfatico, è tutta in moto.

Questo fatto straordinario produsse, di contraccolpo, alcune preoccupazioni nel mondo laico, e le potenze cattoliche le provarono alla lor volta.

Il principe di Hohenlohe è stato il primo a ben considerare questo argomento ed a richiamarvi l'attenzione degli altri Governi. L'Italia s'è tosto allarmata; e la scossa si è comunicata alla Francia, al Belgio, al Portogallo, all'Austria e persino alla Prussia. La sola Inghilterra ha conservato la sua calma, per la ragione che il suo papa, sir Gladstone, ha conceduto indirettamente ai cattolici del Regno-Unito più che tutti i Concilii e i Concordati con Roma abbiano loro mai conceduto,—e per giunta la libertà. La Spagna non ha preso la parola, ma lo farà. Pel momento, essa ha ben altre gatte a pelare: i partigiani dei Borboni e i repubblicani, i quali colà, come in Italia, mostrano quel tatto di opportunità ch'è loro proprio.