Il vescovo di Varna pensò che non avrebbe potuto accettare ciò che il suo superiore aveva respinto; e rimandò l'enciclica.

Il vescovo di Salonicco non addusse meno di cinque ragioni per declinare l'invito: 1.º Che ne direbbe il patriarca? 2.º Perchè un Concilio a Roma, piuttosto che in Oriente? 3.º Perchè il papa vuole attirarci tra'suoi artigli? 4.º Il papa porta una spada, ch'è stata vietata dalle Scritture: egli la lasci, senz'altro, e sciolga il suo esercito. 5.º Egli rinunci al Filioque, e prenda moglie; ed allora non vi saranno più gravi differenze dogmatiche tra'Greci e Latini.

Il vescovo di Trebisonda, più burlone, alla vista dell'enciclica, si atteggiò come una fanciulla dinanzi ad un ricco dono di nozze. Egli ricevette la lettera, la guardò con piacere, l'ammirò, se l'appressò alla fronte, alla bocca ed al petto: la fe'toccare, insomma, un po'dappertutto, la voltò e rivoltò tra le mani, ed alzò alcune piccole grida di gioia: Oh Roma! oh S. Pietro! oh il Santo Padre! Ma finì col dichiarare che non sapeva leggere i caratteri latini, che ignorava questa lingua, e che non vedeva la necessità nè aveva punto la curiosità di recarsi al Concilio.

Così l'ecumenicità, consacrata dalle parole di sant'Agostino: Securus judicat totus orbis, se n'andò in fumo. Il Concilio di Roma non sarà ecumenico che pei Latini.

I protestanti, più capziosi, più battaglieri, si rivolsero al cardinale Patrizi, segretario del Concilio, per sapere «se in quest'assemblea essi avrebbero la libertà di parlare e di formulare le cause per le quali si sono separati dalla Chiesa romana», poichè essi desiderano, come dicono nobilmente, to give a reason for the hope that is in them—di dare ragione della speranza ch'è in loro.

L'eminente presbiteriano John Cumming, che aveva preso questa iniziativa pei protestanti del Regno Unito, ha ricevuto una risposta negativa, aspramente e sgarbatamente categorica, fatta da Pio IX medesimo e diretta a mons. Manning[22].


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