E il papa rallegrossi di siffatta emancipazione del potere spirituale, e si felicitò della propria indipendenza. L'isolamento in cui lo lascia il mondo laico, non ispaventa Pio IX. Questo sprezzo, questa indifferenza, questa noncuranza per le cose ecclesiastiche, «egli la chiama un trionfo sull'ingerenza secolare»! È la pace di Tacito: solitudinem faciunt et pacem appellant.

Constatiamo però con piacere che nessuno Stato ha vietato ai propri vescovi di accettare l'ingiunzione romana, come nessuno di essi vietò a'propri medici di recarsi al Congresso medico che si è tenuto testè a Firenze.

Nondimeno, siccome il papa non è soltanto un capo religioso, ma anche un sovrano temporale; siccome la Chiesa non è un'associazione nazionale, ma una corporazione internazionale, soggetta ad una gerarchia compatta e violenta, gli amministratori della quale non sono scelti dai soci, nè sottoposti al loro controllo, ma imposti da una volontà dispotica, infallibile, che non risponde nemmeno a Dio della condotta dei propri agenti, così è necessario provvedere.

Come provvedere? Su che provvedere?


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XXXV.

La costruzione dell'anfiteatro pel Concilio in S. Pietro è già terminata, dietro il progetto del Vespignani, dopochè fu scartato quello del Sarti, troppo grandioso. Il trono del papa è ad una estremità. L'altare del Concilio è nel centro. All'ingiro vi sono sette ordini di stalli per circa 650 Padri.

Se ne attendevano molti di più.