—Va bene, messere: la morte e la vita sono in mano di Dio.

E sì dicendo toglieva il guanto di mano al principe di Salerno, ed usciva con non minore solennità di quella con che era entrato nella sala del Capitolo. Allora il cancelliero si volge ai baroni e dice:

—Ai voti, baroni, e ricordatevi bene, che Iddio giudica il vostro giudizio.

—Ai voti sia pure, esclama il principe di Salerno, mettendo pel primo a vista di tutti la sua tessera nera nell'urna ». Però, venga qual vuolsi il vostro giudizio, baroni, noi abbiamo dichiarata la guerra a questo pirata normanno ed a questo assassino priore, e speriamo, col soccorso di Dio e di s. Michele Arcangelo del Gargano, vendicare la Chiesa e gli sfortunati tutti che al pari di noi furono oltraggiati da costoro.

I baroni intanto l'un dopo l'altro si accostavano all'urna, situata d'innanzi al cancelliero, per gittarvi il loro parere. Allora, quello stesso che aveva recata la pergamena a leggere all'abate di Cluny, avvicinandosi al tavolo, e mettendo nell'urna bianco dado, susurra all'orecchio del cancelliero:

—Ildebrando, salvali!

A queste parole, al suon di quella voce, all'accento commosso, alla mano tremante come un serpente se gli si fosse avventato al sembiante, il cancelliero dà un salto sul suo seggio e si alza gridando:

—Sacrilegio, baroni, sacrilegio: una donna è in mezzo di noi.

E nel tempo stesso, strappando, senza nulla considerare, il cappuccio che ascondeva la testa del frate, scovre giovane donna, cui somigliante niun pittore aveva saputo mai fino allora idear una madonna. I baroni, che intorno a lei avevano fatto cerchio, al vedere così angelica creatura stupefatti traggono indietro, e l'abate di Cluny sclama maravigliato:

—Alberada! la ripudiata consorte di Guiscardo!