Laidulfo parte. Gregorio resta lungamente mutolo, assorto a considerare, poi sclama:

In manus tua, Domine, comendo spiritum meum—e si rassegna.

Laidulfo intanto riparava a casa, nel tempo stesso che vi rientrava Guaidalmira.

—E così? dimanda Laidulfo.

—Benissimo « risponde la giovinetta ».

—Benissimo, che cosa?

—Ma! Indovinava la sorte a numerosi palafrenieri di una corte, allorchè un enorme abate è venuto giù per condurmi innanzi a monsignore che mi aveva guardata dalle finestre.

—Codesti birbi passano la loro vita a sbirciar cantoniere.

—Birbo o no, ei mi va... Un bell'uomo! rosso, robusto, vivo, occhi turchini, il sorriso sulle labbra, una bella barba rossigna, una fronte d'imperatore... un bell'uomo davvero! alto, maestoso, ed una mano che giammai a dama di castello ne ho veduta più bella, più bianca, più eloquente. Io esaminai quella mano che parlava proprio, provocava come gli occhi suoi scintillanti, e senza stento, tutta sorpresa ed abbagliata sclamai: Monsignore, voi sarete papa!

—Già! costoro vogliono essere tutti papa: la s'intende. E poi?