—Monsignore, bravi borghesi, vi dà indulgenza plenaria di tutti i peccati che avete fatti ed avete buona intenzione di fare, e con essa vi dia il cielo trenta giorni di male al fegato, venti cofani pieni di male di denti, otto ore di colica, una moglie riottosa, ritenzione d'orina e la gloria eterna del paradiso—e così sia.

Quindi si dispongono a processione novellamente, ed il papa dei becchi, vestito degli abiti pontificali, con pastorale, camauro e cappa rossa, a cavallo ad una vacca, è portato al castello di Rodolfo, nella sala del tinello, dove, sedutosi alla più grande finestra, benedice il popolo di nuovo e comincia a mangiare marzapani.

Allora si presentano al duca Rodolfo due araldi, dei quali uno annunzia:

—Monsignore Goffredo di Buglione, oratore del re Enrico.

L'altro:

—Monsignor Baccelardo, oratore di papa Gregorio.

Rodolfo fa inchino al papa dei becchi ed alla corte di lui, e va a ricevere i nuovi suoi ospiti.

III.

Promet. Io mi rifiuto: Dite loro in breve io non lo voglio.

Goethe.