—Gli sia pur tolta.
Qui la voce del frate si arresta di un istante, poi, più cupa, dimanda:
—Ed a vostro fratello Guiberto?
A questa parola il moribondo gli sottrae la mano, e, facendo atto di volersi sollevare, sclama, di lieve rossore animando le gote:
—No, no, lo maledico. Escluso lui che usurpa la mia sede di Roma, escluso Enrico che dicono re, esclusi i maligni che per consigli e per opere favoriscono l'empietà d'ambedue, io stendo il perdono e la benedizione di Dio su tutti gli uomini che credono fermamente e confessano che io sono vero erede e vicario degli apostoli s. Pietro e s. Paolo.
Il frate serba il silenzio alcun poco e cerca riprendere la mano del moribondo vecchio, il quale tremava tutto come una foglia, poi mormora:
—Ma, santo padre, egli vi è fratello! egli ha tentato tante volte di riconciliarsi con voi, dimandarvi perdono...
—Ed io lo maledico, risponde Ildebrando convulso sempre.
—Egli è pentito delle offese che vi ha fatte; egli vi dimanda perdono dei dolori che vi ha dati...
—Ed io lo maledico.