Don Diego non uscì ed andò a rimestare nella camera di sua sorella.
Egli meditava qualche cos'altro che il panegirico di S. Luigi.
Sembrava inquieto, scontento di sè, incerto, in collera. La notte
dormì male.
—Che diavolo avevo io bisogno di serva? borbottava. Il mio vecchio carcame merita bene delle blandizie, davvero!
E' si volse nel letto e cercò di dormire. Il sonno tenne il broncio.
—E ciò non è tutto, pensò egli. Dopo avere raccolto questa povera donna, dopo averla raffusolata, e' non è più caritatevole rimandarla a coricare così al sereno….. o peggio ancora. Bisogna pagarle un buco, darle….. che so io? un pagliericcio, una sedia, una coperta….. Diavolo! la non finirà più. No, vale meglio alloggiarla qui….. quando l'avrò meglio conosciuta. Chi è dessa? Mi sembra di buona indole. La sventura….. ah! la sventura ne fa ben delle altre, va!—se ella ha male agito. E perchè no, al postutto? No, io non toccherò nulla in camera della Bambina….. Ebbene le metterà un pagliericcio nella cucina. Ciò accomoda tutto. Io non debbo render conto ad alcuno, al presente.
Don Diego nudriva questo progetto; egli lo carezzava quasi….. due giorni dopo; otto giorni più tardi, aveva paura di vederlo respinto. Malgrado ciò, lo propose. Concettella l'accettò. Don Diego si turbò pentendosi d'aver fatto un'offerta, cui un'ora innanzi era in ansia non fosse rigettata. Nondimeno, disse:
—Allora, dimani comprerai la tela pel pagliericcio.
Quando la tela fu comprata ed il saccone cucito, Don Diego rimise al dì seguente la compera della foglia di grano turco e poi ad un altro giorno quella delle coperte. Egli aggiornava il termine di aver quella giovane sotto il suo tetto. Questa lentezza aumentava la confidenza dell'onesta serva, la quale non ne comprendendo la vera causa, diceva:
—Questo santo ecclesiastico ha paura delle cattive lingue; dunque egli è un galantuomo.
Ed il suo desiderio di avere un ricovero onorevole, sicuro, onesto, cresceva d'intensità. Don Diego risentiva, al contrario, una pungente perturbazione. E' credeva da prima profanare la dimora ove sua sorella aveva vissuto, ove ella indubitabilmente un giorno ritornerebbe.
Poi, quell'uomo, avvegnacchè all'età di quaranta anni, contrariato dalla miseria, ritenuto dal suo dovere di prete, preso nelle catene d'oro delle lucubrazioni mentali, non aveva conosciuto fin qui la femmina che nelle sue funzioni di madre e di sorella. Egli non aveva osato conoscerla altrimenti, sentendo dal brontolamento interiore del suo istinto e del suo organismo, quanto la passione sarebbe in lui imperiosa. Egli aveva evitate le occasioni. Egli aveva distolta la corrente dei sensi e schiacciata la visione, che gli pingeva il fiore siderale dell'amore. Ora, ecco che la tentazione si getta su lui,—su lui disarmato, indebolito, disingannato, rimasto solo, in prospetto di un orizzonte più glorioso, assetato di tenerezza, esaltato dalle provocazioni della vita in una grande capitale; si getta sopra lui, il di cui cuore era tutto amore e la fibra affatto sensuale. L'incognito lo attirava. La passione lo fascinava. Quell'abbisso magico, detto amore, l'assorbiva.