—Prendi dunque! rispose Filippo.

E ciò dicendo, si precipitò su di lui a corpo perduto, offrendogli il petto, ma mirando nel tempo stesso a conficcargli il coltello nel vacuo delle clavicole.

Gabriele scivolò quasi sotto il braccio levato di Filippo, poi si raddrizzò alle di lui spalle, basso il coltello e gli fendè il braccio dritto dalla spalla alla mano, sì che il coltello cadde dal pugno di Filippo.

Alla mercè di Gabriele, disarmato, pallido come la morte, egli si volse e disse:

—Uccidi!

Gabriele alzò il coltello sulla testa dell'avversario, due volte l'abbassò, due volte lo rilevò con esitazione convulsiva. Alla fine, lo gettò lontano da lui e gridò:

—Quando sarai guarito.

E fuggì a tutte gambe.

Si condusse Filippo allo spedale dei Pellegrini, dicendo che era stato ferito in una rissa, da un incognito con cui si era ubbriacato.

Perchè questi due popolani che avevano guardato la morte in faccia con tanto sangue freddo, e non l'avevano temuta; perchè se un signore avesse dato loro uno schiaffo,—e ciò arrivava ad ogni istante,—questi due uomini avrebbero abbassata la testa senza dir verbo o sarebbero partiti borbottando una bestemmia orrenda?