Poi indirizzandosi a Bambina, soggiunse:

—Voi portate un'accusa terribile. Voi, vostro fratello, la persona che vi ha consigliata e cui si scoprirà, voi siete tutti perduti se avete mentito.

—Io non so, replicò Bambina. Ma io credo nell'uomo che mi ha rivelati questi misteri.

Il re ritornò. Era turbatissimo.

—Signorina, diss'egli, vostro fratello sarà libero e vescovo, parola di re, se voi o la persona che v'inspira potete provarmi la verità di questa formidabile accusa. Capite?

—Sire, replicò Bambina, io sono un'eco. Io ho ripetuto ciò che mi hanno comunicato. Ma come V. M. vuole ella che io glielo provi?

—Facendomi vedere.

—Ma io non posso nulla, sire. Io non posso che soggiungere questo semplice dettaglio: Lunedì, 27 settembre, vi sarà un'unione generale dei delegati di provincia nel padiglione di lady Keith, e probabilmente il marchese di Sora vi sarà e vi vedrà qualcuno dei capi.

—Ebbene, io voglio assistere a questa riunione.

—Assistetevi, sire. La mia missione è terminata. Che V. M. adesso tenga la sua parola, cui dicono sacra.